C’est demain, samedi !! une journée/soirée UNIQUEMENT avec des femmes/artistes !! à ne surtout pas rater si vous êtes dans le coin de Strasbourg – https://www.facebook.com/events/341095632612533/ <<< LA DATE SUR FACEBOOK – http://touch-arts.com/
Federica De Ruvo: tratti da india che ricordano Frida Kahlo (citata nello scatto in cui, spalle al muro, indossa camicione azzurro e rosa tra i capelli) e un’istintiva necessità di porre se stessa al centro dell’espressione artistica. Un volto ed un corpo che incarnino letteralmente e fino all’estremo l’inquietudine e la ricerca di una spietata autenticità.
Gli autoritratti della De Ruvo sono un richiamo ad una spiritualità carnale. Ode ad un corpo che si fa dolore e si eleva a divinità ironica, bestemmiata, sacrilega in un crescendo di intuizioni mistiche grottesche e surreali.
Il corpo è nucleo catalizzatore di un mondo che sta svanendo. Sono braccia, gambe, teste, che urlano in un microcosmo di totale silenzio. E’ un corpo che sacrifica se stesso, che si brutalizza, si spinge al limite ultimo, per concedere agli oggetti che lo circondano di sopravvivere ancora per qualche secondo, il tempo di uno scatto o poco più. Luoghi abbandonati, palazzi fatiscenti, garage dalle luci livide o soffuse diventano palcoscenici dimessi o essenziali sui quali esprimere il bisogno di andare al di là di se stessi, di immaginare scenari nuovi ludici e violenti. Spazi che diventano custodi dell’intimo e testimoni della volontà di proiettarsi oltre. Luci contrastate a stagliare sullo sfondo una figura che assume nuove forme, si disarticola, nasconde il proprio volto dietro maschere ancestrali e si svela, nuda carne sanguinante.
E’ una corporeità androgina che afferma e nega la propria femminilità. La esalta e la sopprime. Un corpo che si disgrega, si scompone, che indaga l’io nella sua dimensione psichica, nelle sue dinamiche distorte, scisse. Puro inconscio che guida gesti sconnessi, atavici, liberatori. Esiste nella consapevolezza di un’infanzia vissuta come tempo trascorso, lo stesso tempo al quale si concede un ultimo rintocco con la propria presenza. L’infanzia perduta si tramuta in un vero e proprio doloroso dramma esistenziale. La materia conquista altre forme nell’incedere sincopato degli anni. E’ il dramma di un corpo fatto donna che ricerca ad ogni costo la sua catarsi proprio perché è condannato alla maturazione e al decadimento.
Chiara Sgarro
« Born to be blond »,nata per essere Bionda.
Articolo pubblicato sulla Repubblica:una bambina di 10 anni parla di sé….
Io allo specchio: come sono e come vorrei essere
di fischio (Medie Inferiori ) scritto il 14.12.11
Ciao sono Fischio (così mi chiama il mio papà) e ho 10 anni, ma ancora per poco! Io non sono proprio come vorrei essere. Alle elementari c’era una mia compagna che mi piaceva molto, e volevo essere come lei. Era bionda, magra, con gli occhi azzurri, e io la ammiravo molto. Io sono l’esatto contrario: scura di capelli e di occhi e grassoccia.
La cosa che non mi piace di me non sono gli occhi scuri, anche se sono grandi ed espressivi. Non mi piacciono nemmeno i capelli, lunghi e lisci. Il mio corpo… Sì, odio tutta la mia corporatura. Io la odio per il semplice fatto che peso 48 kg e non è certo un peso da bambina di 10 anni! Questo mi fa stare male. Poi ho delle dita che sembrano 10 wurstel, cioè sono molto grasse, perché ho preso da: mia nonna paterna, mio nonno paterno, mia nonna materna e mio nonno materno, insomma da “tutti”. Ma quelli che hanno le dita più grosse in assoluto sono mamma e papà. Perciò quando mi voglio comprare un anellino per qualche occasione, come un matrimonio o un battesimo, non posso perché nessuno mi entrerebbe al dito. Raramente ne trovo qualcuno che mi sta, ma quasi mai. Anche quando ero più piccola la storia del peso mi traumatizzava alquanto. Quando andavo in posti nuovi avevo sempre vergogna che qualcuno mi prendesse un giro. Ma sopratutto avevo paura di andare dalla pediatra perché iniziava a pesarmi… ne faceva una tragedia, e mi sentivo sempre in colpa. Mi immagino a 30 anni… grassa come una palla! Ecco, per questo odio il mio corpo. Io vorrei essere bionda, magra e molto alta. Lo so che è una cosa quasi impossibile diventare da mora a bionda, ma lo vorrei davvero. Beh, veramente da grande vorrei diventare così, non ora.
Del mio aspetto mi piacciono: gli occhi, le sopracciglia, non per vantarmi ma ci sono ragazze con il monociglio, e non è bello, poi mi piacciono i miei capelli, perché sono lisci, morbidi e sani.
Beh, comunque, non sono così brutta, e la mia vita mi piace così!!!!!
Fischio













